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Salve, vorrei un vostro parere riguardo questo esame istopatologico, a seguito della tiroidectomia effettuata su mia moglie, anni 56. Quali azioni dobbiamo intraprendere e perché secondo voi i risultati sui linfonodi non sono certi. Qui sotto il REFERTO. Grazie REFERTO Dati clinici È stata effettuata asportazione dei lobi tiroidei destro e sinistro per gozzo tiroideo. Esame macroscopico 1-2 Pervengono due contenitori, contenenti uno Il lobo tiroideo destro e l'altro lobo tiroideo sinistro. 1) II lobo tiroideo destro pesa g 5, misura cm 3,3 nel maggior diametro e mostra superficie esterna bombata, bozzoluta e grigio-scura. La sua superficie di sezione è grigio-rossastra ed è caratterizzata da alcuni minuti noduli biancastri sparsi, variabili da cm 0,2 cm 0,3 nel maggior diametro. 2) Il lobo tiroideo sinistro pesa g 13, misura cm 3,7 nel maggior diametro e mostra superficie esterna bombata e grigio-nocciola. In sezione il lobo tiroideo sinistro è per la massima parte occupato e sostituito da una neoformazione nodulare di cm 3,7 nel maggior diametro, la quale è parenchimatoso-elastica e mostra superficie di taglio cribrata, nocciola e focalmente grigio-chiara, con presenza di aree lignee e biancastre, verosimilmente ascrivibili ad aree calcifiche. Esame microscopico 1) Il lobo tiroideo destro pervenuto mostra flogosi cronica linfocitaria, disposta in noduli caratterizzati da saltuari follicoli linfatici. Inoltre nel parenchima del lobo tiroideo destro vi sono tre minuti noduli iperplastici con note di iperattività; tali noduli iperplastici sono variabili fino a cm 0,27 (mm 2,7) nel maggior diametro, misurati su sezioni istologiche. 2) Il nodulo di cm 3,7 nel maggior diametro, che sostituisce per la massima parte il lobo tiroideo sinistro, a livello istologico corrisponde ad un carcinoma papillare a cellule alte (“tall cell papillary carcinoma”) con architettura di crescita papillare e follicolare. La neoplasia è delimitata da una capsula scleroialina, sede di microcalcificazioni. La neoplasia per più del 50% è costituita da cellule neoplastiche la cui altezza è 2-3 volte maggiore dell'ampiezza; tali cellule neoplastiche mostrano abbondanti citoplasmi acidofili (oncocitoidi) e numerose pseudoinclusioni nucleari. Piu del 50% della neoplasia è costituito dalle cellule neoplastiche descritte, che sono aggregate in papille marcatamente allungate, cordoniformi e decorrenti lato a lato tra loro, in un'architettura regimentata tipo rotaie di tram (“tram track fashion”). La neoplasia mostra inoltre porzioni regredite o sostituite da scleroialinosi. In seno a tali porzioni regredite o scleroialinotiche della neoplasia sono presenti cellule neoplastiche residue caratterizzate da marcati aspetti involutivi. Diagnosi istopatologica 1 Lobo tiroideo destro sede di tiroidite linfocitaria e di minuti noduli iperplastici con note di iperattività. 2 Carcinoma papillare a cellule alte (“tall cell papillary carcinoma”) incapsulato del lobo tiroideo sinistro, pT2 pNX secondo UICC 2017 e secondo AICC 2017.


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Salve, dopo svariate partite di calcetto e corsetta ho avvertito circa 6 mesi fa un forte dolore al piede e non sono più riuscito a risolvere. Ho fatto sia le radiografie con Esito: Non evidenti lesioni ossee Regolari rapporti articolari, conservata l'altezza delle arcate plantari,nella norma il tono calcico. Dopo 10 sedute di fisioterapia( tra tecar e ultrasuoni) il dolore è leggermente meno ma persiste ancora. Decido di fare una risonanza con esito: Modico versamento articolare e peri articolare, edema dell osso spongioso del 1 cuneiforme con al versante laterale l evidenza di una stria ipointensa posizionata nell osso sottocorticale ed associabile in prima ipotesi a crollo trabecolare dell osso subcondrale. In prossimità dell angolo critico del calcagno millimetrica areola di alterazione strutturale ossea su verosimilmente base degenerativa. Lieve tensonivite del t flessore lungo dell alluce e regolare il tendine d d'Achille. Spaventato di tutte queste cose scritte sulla risonanza(anche perché ho letto di tutto su internet) decido di portare tutto ad un ortopedico che mi dice che ho una tendinite e di fare per 1 mese una cura di antinfiammatori integratori e altre 10 sedute di solo tecar. Ho fatto tutto. Ora dopo 2 mesi ho ancora fastidio al piede che parte dalla parte laterale del piede dell alluce fino al calcagno vicino l osso( nessun dolore sotto il piede) Che posso fare? È una tendinite o c è qualcos altro? È possibile che dopo ormai 8 mesi ancora ho questo dolore? Grazie Dimenticavo di dire che porto già da un paio di anni i plantari fatti in base all appoggio del mio piede.


Salve , a seguito di un incidente del 2014 nel quale sono stato trascinato per 150 metri sul cofano di un auto che nel tragitto continuava ad zizzagare ed ad accellerare e frenare per farmi cadere facendomi sbattere le gambe contro il paraurti per circa 5 volte, nel quale ho riportato vari traumi, mi hanno dovuto fare meniscectomia selettiva al ginocchio sinistro riscontrandovi anche una lesione al crociato anteriore, pulizia artroscopica caviglia destra per schegge ed osteofiti. Il problema e questo: ho accusato fin da subito anche dolore al ginocchio dx ed a tutta la gamba il quale e stato imputato da prima alla caviglia, poi al fatto del ginocchio sx poiche dalle risonanze risultava che il ginocchio dx fosse a posto, finalmente , andando al galeazzi di milano il professore mi ha fatto fare una aeto rmn con contrasto al ginocchio ed all'anca dx dal quale risulta una lesione al cercine rotuleo ed un lieve bunp osseo. La mia domanda e questa, e plausibile che nei vari impatti, essendo la destra la gamba dominante , il ginocchio dx abbia tenuto il colpo bene senza rompersi ma cosi facendo ha fatto leva causando I danni all'anca anche perche al omento dell'incidente mi sono sentito come se la gamba mi venisse strappata dal fianco, lo chiedo perche l'inail imputa I danni solo al bump osseo tralaltro presente anche a sx che non ha danni. Mi scuso se mi sono dilungato ma e un po lunga la cosa, dimenticavo sono affetto sa sclerosi multipla con insensibilita profonda ed in seguito all'incidente,no potendo farw la terapia, ho avuto aggravamenti tamponati con 25 flebo di cortisone ad alto dosaggio. Attendo una vostra risposta. Grazie


Buona sera, sono un ragazzo di 28 anni, che si allena in palestra regolarmente, dopo un po' di fastidi alla spalla ho deciso di fare degli esami strumentali. Ecg: Si evidenzia dismogeneità strutturale ed assottigliamento del sovraspinato con ispessimento della borsa sub-acromio con tenui calcificazioni incluse, senza accentuazione della vascolarizzazione al power dopler. Ridotto lo spazio sub-acromiale con segni di inpingment del sovraspinato alla valutazione dinamica. Normali le restanti strutture della capsula ligamentosa della cuffia dei rotatori. Conclusioni. : QUADRO DI LIEVE BORSITE. RMN:.ESIGUO IMPEGNO BORSITICO REATTIVO SUBACROMIALE/SUBDELTOIDEO ALTERAZIONE STRUTTURALE A CARICO DELL'INSERZIONE TENDINEA DEL SOVRASPINOSO, A SEDE INTERSTIZIALE, SU BASE TENDINITICA/TENDINOSICA DI GRADO MODERATO. LIEVE RIDUZIONE D'AMPIEZZA DELLO SPAZIO DI SCORRIMENTO SUBACROMIALE spazio coracroomiale d'ampiezza mantenuta non si rilevano versamenti endoarticolari a carico dei restanti componenti tendinei della cuffia dei rotatori non si rilevano soluzioni di continuo, riferibili a rotture. tendine del CLB in sede normale, non interrotto. cercine glenoideo indenne da rotture articolazione acromionclaveare non tumefatta trofismo dei gruppi muscolari del cingolo scapoloomerale mantenuto non si rilevano alterazioni strutturali ossee di significato traumatico Non sei apprezzano versamenti intra o periarticolari. Mi piacerebbe sapere se è grave quello che ho e cosa significa la dismogenità ed assottigliamento del tendine e tenui calcificazioni incluse. Il refferto della ECg mi sembra quasi peggio della RISONANZA. Devo dire che io la mobilita della spalla l'ho mantenuta, anche in decubito supino raggiungo i 180�. Potrò tornare ad allenarmi normalmento oppure dOVRò dedicarmi ad altre attività. GRAZIE.


buongiorno e grazie in anticipo per la risposta, spiego subito il mio problema. 8 settimane fa giocando a calcio sono caduto riportando una infrazione del capitello radiale del gomito sx. nella stessa caduta ho riportato una forte botta alla mano sx. a distanza di 20 giorni, visto che il dolore alla mano non passava, ho fatto una risonanza magnetica di polso e mano, che ha portato a questo risultato: "si osserva diffuso edema della spongiosa ossea in corrispondenza dell'uncinato di natura post traumatica. minimo edema si osserva anche in sede subcondrale in corrispondenza del piramidale e dell'estremo distale dello scafoide. minima falda di versamento articolare che si raccoglie prevalentemente tra la prima e la seconda filiera carpale. minima imbibizione edematosa del tessuto adiposo limitrofo." in seguito ho effettuato 10 sedute di tecarterapia e attualmente ho cominciato un ciclo di un mese di magnetoterapia, su prescrizione dell'ortopedico. ad oggi ed in seguito a kinesi e tecar terapia ho recuperato al 100% il gomito, tuttavia per quanto riguarda la mano, a distanza di 8 settimane (di totale riposo) dalla caduta, nonostante già da diverse settimane sono tornato in grado di effettuare pressocchè tutte le operazioni della vita quotidiana, ancora provo forti dolori nell'esercitare pressioni o spinte con la mano, e in particolare sotto il dito anulare e mignolo, che mi impediscono di guidare con disinvoltura e di riprendere a fare attività con i pesi in palestra. da qui, le domande: indicativamente (settimana più,settimana meno) quanto ci vorrà per un recupero completo che mi consenta di riprendere la palestra? quali consigli potete darmi (farmaci, fisioterapia, antinfiammatori orali o locali, consigli di qualsiasi altra natura) per accellerare i tempi di guarigione? grazie mille per la risposta, cordiali saluti, Claudio.


Ho 76 anni. Dal 2009 faccio podismo (senza forzature) Precedentemente facevo attività fisica ma senza partecipare a gare. Ultimamente ho effettuato esami cardiologici con il seguenti risultati: ECG PA 140/80, ritmico, SSEao 2/6, compenso clinico, ritmo sinusale, FC 60/m P-R Q-Tc: nella norma. Un ECG di quattro anni fa evidenziava: PA 130/80 mmHg, attività cardiaca ritmica, toni validi, soffio sistolico mesocardico e puntale, non sfregamenti pericardici. ECOCARDIO E DOPLER: IVS con marcato ispessimento del SIV basale e medio; EF 60%; Ridotta la funzione diastolica valutata al velocigramma mitralico; Sezioni destre regolari; IT con PAPs stimata 24 mmHg; Non masse endocavitarie;Valvola aortica sclerotica. stenosi valvolare aortica con gradiente max 19 mm/Hg; IM lieve; Bulbo aortico 38 mm ed aorta ascendente 36 mm nel tratto esplorabile; Nulla al pericardio.Assumo la seguente terapia: Glucophage 500/mgX2, Karvea 300/mg. Ultimamente, dopo un mese dai controlli, il certificato di idoneità agonistica mi è stato rilasciato per soli 6 mesi (precedentemente 12 mesi). Il medico sportivo, a cui non ho fatto visionare l'esito dei suddetti controlli, dopo l'ecografia mi ha detto che mi riduceva la durata del certificato perché avrebbe riscontrato una "insufficienza aortica", dicendomi che è una cosa molto seria, e mi ha consigliato di fare una "risonanza magnetica cardiaca". Faccio presente che nell'attività podistica non ho mai fatto forzature e mi sono sempre sentito in perfetta forma senza mai avvertire sintomi correlati alle "riscontrate" patologie. Naturalmente sono molto allarmato e disorientato principalmente per la percepita contraddittorietà dei dati rilevati. E poi non so spiegarmi un certificato agonistico con una rilevata "insufficienza aortica" (malattia molto grave). Inoltre, vorrei sapere il significato del soffio e come mai nell’ultimo ECG non è stato evidenziato. Ringrazio anticipatamente per un Vostro autorevole parere. Cordiali saluti. Vittorio


Salve, Ho 38 anni,da circa 6 mesi soffro di problemi al ginocchio che nelle ultime 2 settimane sono peggiorati notevolmente. Faccio l'operaio con mole di lavoro fisico spesso intensa e molte ore in piedi. Nel 1999 sono stato operato in artroscopia,pensavano era un menisco rotto,invece la diagnosi di dimissione è stata di condropatia rotulea. Mi dissero che avrei dovuto rinforzare la muscolatura delle gambe e avrei dovuto fare ciclismo... Per 15 anni non ho avuto più problemi,ho eliminato gli sport che mi davano problemi e per 15 anni mi sono dedicato in modo intenso al ciclismo su strada,gli ultimi 3 anni in modo più intenso per quanto riguarda distanze e dislivelli... A dicembre 2015,visto gli ultimi mesi problematici, faccio una risonanza al ginocchio e l'esito è stato questo: NON ALTERAZIONI OSTEOSTRUTTURALI RAPPORTI ARTICOLARI CONGRUI MODERATA CONDROPATIA FEMORO ROTULEA SOTTILE MA INTEGRO LCA NON ALTERAZIONI AI RESTANTI ELEMENTI TENDINEO LEGAMENTOSI NON LESIONI MENIASCALI NON RILEVANTE VERSAMENTO ARTICOLARE NON PATOLOGIA NEL CORPO ADIPOSO DI HOFFA PICCOLA CISTI NEL CAVO POPLITEO In queste 2 ultime settimane i problemi sono aumentati,gonfiore,senso pesantezza,capita qualche fitta,mi sento ginocchio instabile,scricchiolio specialmente dietro,tutto questo si accentua nelle ore serali.... Stavo usando una pomata antinfiammatoria,ma non vedendo risultati il medico oggi mi ha prescritto antifiammatorio per via orale ilBrufen 600mg,1 o 2 compresse al giorno,il mio medico dice di valutare io stesso se è il caso di prenderne 1 o 2 al giorno. La bicicletta non la uso dal 29 dicembre,uscivo 1 sola volta a settimana,anche perchè nel periodo invernale faccio 3giorni palestra. Da una settimana ho ridotto i carichi anche in palestra,dando prevalenza a qualche esercizzio isometrico per quadricipite e vasto mediale e svolgendo del lavoro cardio su cyclette. 11 gennaio avrò la visita dall'ortopedico,ma ho voluto scrivere a voi per sentire altri pareri. Cosa ne pensate della mia situazione? Secondo voi,quale percorso mi aspetterà prossimamente?come tempistiche e metodologie di cure Dovrei totalmente sospendere il lavoro gambe? "o continuare con l'isometrico?" fermarsi completamente? Quando mi alleno in palestra uso una ginocchiera e non rilevo grossi problemi,fno a 1 settimana fa eseguivo tutti i tipi di esercizzi senza particolari problemi. I problemi sorgono di più quando sono fermo,doloretti,senso di pesantezza ecc. ecc. Vi ringrazio per la vostra cortesia


volevo alcune informazioni circa l'allenamento che sto seguendo da qualche tempo a questa parte per la crescita della massa muscolare. Ho 32 anni, in adolescenza ho fatto anni di nuoto e uno di pallanuoto e dai 20 anni in poi diversi "tentativi" in palestra andati male a causa della mia scostanza. Da tre mesi ho iniziato un percorso di allenamenti per l'aumento della massa muscolare con un Personal Trainer il quale mi ha indicato anche una dieta ben precisa che sto seguendo in modo scupoloso. Mi alleno 3 volte a settimana, non ho mai saltato un appuntamento e svolgo tutto con il massimo impegno, anche nell'assunzione degli integratori sono molto costante e preciso (casina ogni sera, 5 compresse di aminoacidi ramificati prima e dopo allenamenti e proteine in polvere dopo allenamenti), ma nonostante ciò non riscontro alcun risultato. Mi rendo conto perfettamente che 3 mesi non sono un anno ma il non essere riuscito a conseguire ancora nessun risultato come emerge pure dalle anamnesi, mi fa pensare che qualcosa non vada. Volevo chiedere, eventualmente, l'assunzione del tanto decantato integratore XTREME NO, fatta ovviamente in modo adeguato e corretto e abbinata all'allenamento che sto svolgendo può aiutare? Inoltre non nascondo che sto perdendo anche un po fiducia nei riguardi di chi mi segue, e quindi a titolo meramente informativo per adesso ho parlato con un altro PT suggeritomi da un amico che però mi ha prospettato un allenamento di 5 volte a settimana..anche se da più parti leggo che allenarsi 5 volte a settimana sia inutile e in certi casi anche contro producente. In attesa di risposte, vi saluto augurandovi buon lavoro


Buon giorno, mi chiamo Enrico e ho 40 anni, all'età di 9 anni mi è venuto il diabete di tipo insulinodipendente e da circa 3 anni mi hanno riscontrato il morbo di Basedow. Pratico ciclismo a livello amatoriale da circa 6 anni e anno scorso, a seguito di fortissimi dolori riscontrati agli arti inferiori ho praticato l'esame del CPK che è risultato a 8049. L'allenamento è sempre stato regolare e in quel periodo non ho praticato nulla di diverso da solito. Ho effettuato visite neurologiche e reumatoligiche effettuando una vasta serie di esami e controlli che non hanno evidenziato nessuna anomalia, i medici mi hanno semplicemente detto di ridurre l'attività fisica, ma dal primo episodio di circa un anno fa ad oggi il problema si ripresenta in modo ciclico ma per fortuna in forma ridotta. Nello specifico la scorsa settimana ho praticato sport nelle giornate di sabato e domenica e effettuato l'esame del CPK martedì mattina con risultato a 189, ma il sabato successivo, salendo in sella alla bicicletta non sono riuscito nemmeno ad uscire dalla rampa del mio garage a causa dei forti dolori! Dall'esame al sabato non ho praticato sport e nulla di diverso da quello che faccio abitualmente. Avete qualche altro consiglio da darmi per capire da cosa può dipendere il mio problema? Sono ormai disperato anche perché quando si presenta il dolore agli arti anche le glicemie cominciano ad alzarsi in modo consistente. Il diabete è stabile, le glicemie solitamente buone e la mia emoglobina glicata HbA1c è a 7. Attendo con ansia una vostra risposta. Ringraziando in anticipo porgo cordiali saluti.


Buongiorno, sono betatalassemica minor dalla nascita e recentemente mi hanno diagnosticato un pre-diabete che però sto tenendo sotto controllo cercando di abassare i livelli di glicemia eliminando i carboidrati e zuccheri complessi. Inoltre, ho autoimmunità: AutoAc.anti NUCLEO (ANA) ANA-Met.IFI su Hep2->PRESENTI ANA-Met.IFI su Hep2-> presenti Titolo 1:80 (basso titolo)Morfologia->GROSSOLANAMENTE GRANULARE AutoAc:antiANTIGENI NUCLEARI ESTRAIBILI ENA:test di screening (Metodica FEIA)-> negativo; Pool di Ag.ENA (ESSA-SSB-RNP-SM-Jo1-SCL70-CENP)eAg.nucleari vari e rDNA ANTICORPI ANTI TRANSGLUTAMINASI IgA (Metodica FEIA). 0,3. Volevo sapere se posso praticare attività sportiva e diventare istruttore? Oppure se non sono idonea ad essere certificata da un medico specialista in medicina dello sport F.M.S.I.? Faccio presente che ho sempre praticato attività sportiva ma non a livello agonistico e ultimamente mi sto appassionando sempre più grazie al giovamento e lo stato di benessere psicofisico che ottengo a seguito dall'attività e prestazione sportiva (oltre ad aver notevolmente ridotto i livelli di glicemia). Poichè il mio sogno sarebbe quello di poter diventare istruttore ed essere d'esempio anche per tutte quelle persone che soffrono di malattie autoimmuni, diabete o altre patologie a causa delle quali rischiano di essere private della libertà di poter scegliere di diventare istruttore o di essere escluse a priori da altre discipline. Con la viva speranza di poter leggerVi al più presto ed ottenere un riscontro a breve, l'occasione è gradita per porgerVi Cordiali saluti. Silvia (che non vuole rassegnarsi di essere esclusa a priori dalla partecipazione di un corso di preparazione per poter diventare struttore sportivo)


Buongiorno Dottore, la ringrazio per la sua cortese risposta. Sono la mamma del ragazzo di 14 anni, nuotatore agonista a livello nazionale al quale sono state occasionalmente riscontrate frequentissime extrasistole ventricolari. Dal settembre 2013 a oggi, il ragazzo è stato sottoposto a molti controlli sia ematochimici (elettroliti, tiroide, cortisolo, ves, tampone faringeo, etc) che strumentali e tutto risulta assolutamente normale tranne l'holter delle 24 ore che contrinua a evidenziare le frequenti extrasistole ventricolari isolate senza coppie e pause normoformi assolutamente asintomatiche (nei vari holter: oltre 10.000; 8.000; 4.500;)unica caratteristica è che sotto sforzo sostenuto le extrasitole scompaiono del tutto e anche in fase di recupero non ci sono.Anche al cicloergomestro le extrasistole scompaiono.Dopo una risonanza magnetica con contrasto, assolutamente negativa, l'idoneità agonistica gli è stata concessa prima per tre mesi e ora per altri 6 mesi e così sarà fino a quando la cosa si risolverà ( ogni volta si dovrà seguire l'iter: ecocardio, cicloergometro, holter, esami ematochimici). Tutto ciò è però pesante psicologicamente per il ragazzo: se il cuore è sano cosa si può fare per capire il perchè di questa aritmia? Ancche quest'anno sta mantenendo gli elevati livelli agonistici con risultati eccellenti e senza nessun problema: ora è in fase di "carico" e a me sembra che le extrasistole siano aumentate (ho acquistato una macchinetta che me le segnala...) : è possibile che siano un'espressione del cuore dell'atleta (io ho l'impressione che siano "uscite" quando ha iniziato ad allenarsi seriamente 3 ore tutti i giorni ...). Stiamo cercando di afforntare il problema anche da un altro punto di vista con il gastroenterolo: dall'RX alte vie digerenti è risultato che soffre di reflusso gastroesofageo e quindi mi avrebbero proposto una cura con gli inibitori di pompa... circa 3 mesi ... non è eccessivo solo per vedere se passano le extrasistole? grazie ancora per la sua gentilezza... ma sinceramente non sto ricevendo risposte esaustive.


Buon giorno, mi chiamo Antonello e ho 51 anni,sono nato l'11 Luglio 1961. La mia vita é stata accompagnata dallo sport che é stato un amico fedele e inseparabile.Sin da ragazzino ho fatto prima atletica ,poi calcio per qualche tempo tra i 18 e i 20 anni in estate andavo in bici e mountain bike, ma lo sport della mia vita é stata la pallavolo praticata fino all'eta' di 43-44 anni. Una volta diciamo ,chiusa la carriera sul parquet, mi e' rinata la passione per la bici e per 7,8 mesi l'anno pedalo,percorrendo circa 4,5,6 mila KM dipende dagli impegni di lavoro e di famiglia. Purtroppo ultimamente ad uno dei controlli di routine che di solito faccio e precisamente un ECG da sforzo mi hanno rilevato previo riscaldamento quanto segue: F.C. riposo 80 stress max 150 recupero m' 5 P.A. Riposo 130/90 stress max 220/110 recupero m' 5 CONCLUSIONI Test di tipo massimale,interrotto per eccessivo incremento dei valori pressori a 11'16"(IV Step del protocollo di Bruce,12 met) in assenza di sintomi. Massima F.C. 150 bpm (90% della F.C. max teorica) Incremento della P.A. fino ad un massimo di 220/110 mmHg;DP 25.200. Recupero regolare F.C.,lento di P.A. Il test non ha evidenziato segni di ischemia miocardica nè aritmie. Ipertensione arteriosa sistodiastolica durante esercizio. Adesso la mia paura e' quella di non poter pedalare piu' e chiedo a a lei Dottore, un consiglio su come affrontare questo problema, e se c'e' un modo per risolverlo. p.s. non prendo farmaci La ringrazio anticipatamente per la risposta e la saluto cordialmente. Antonello Ceravolo


Buon pomeriggio da settembre sono alle prese con un dolore tra il perineo e l'uretra. Tutto è iniziato utilizzando una bici vintage con sellino rigido. Dopo pochi giorni dolore allo scroto sx con irradiamento nella coscia sx. Ho eseguito 3 visite urologiche, 2 proctologiche, 2 chirurgiche 1 fisiatrica e mi sono sottoposto a TAC/RX/RM Pelvica oltre a tutti gli esami di routine. Alla fine dalla Risonanza è stata evidenziata una formazione ematica a carattere fibrotico di 8 mm compresa nell'area tra il canale anale, il bulbo dell'uretra ed il muscolo traverso del perineo associata alla sofferenza di un nervo che passa nella stessa zona. Secondo Lei cosa posso fare per risolvere questa dolorosissima condizione? Se vuole le posso inviare anche tutta la documentazione a mezzo we trasfert. Mi faccia sapere. Sono certo che Lei riesca a darmi le migliori indicazioni. Con stima Nicola DI NUZZO

Buongiorno ! Per poter formulare una ipotesi terapeutica è indispensabile visionare gli esami che ha fatto . In linea di massima , credo che per trattare un ematoma che sta fibrotizzando sia necessario intervenire con della fisioterapia strumentale mirata , altrimenti credo che possa divenatre indispensabile un intervento chirurgico di curettage .

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