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Iscrizione del Prato Calcio , spunta il rischio Serie D

Per il Prato si aprono gli otto giorni più difficili della sua centenaria storia. La commissione sui criteri infrastrutturali e organizzativi della Lega per il momento ha negato alla società biancazzurra l’iscrizione al prossimo campionato (inviando il fax oltre la mezzanotte di ieri) per il problema legato alle torri faro, che non raggiungono la potenza dei 500 lux richiesti da questa stagione dalla Lega Pro come criterio indispensabile per l’iscrizione per permettere le riprese in Hd da parte della Rai. La Lega non ha preso in considerazione la delibera del Comune che si impegnava a stanziare i fondi per i lavori con la promessa di terminarli in tempo per l’inizio del campionato, per cui adesso il Prato, tramontata l’ipotesi di giocare a Livorno, avrà tempo fino al 16 luglio per fare ricorso e presentare un’alternativa al Lungobisenzio (che potrebbe essere lo stadio di Grosseto), dato che è impossibile far partire i lavori all’impianto di illuminazione del Lungobisenzio per lunedì. La Lega si pronuncerà definitivamente il 19 luglio. Il rischio è che il Prato, qualora non dovesse trovare uno stadio alternativo, venga escluso dalla Lega Pro, dovendo ripartire dalla Serie D. Salvatosi sul campo, il Prato rischia così di retrocedere per colpe non proprie, per cause extrasportive, burocratiche e politiche. Dalla scorsa primavera è noto che senza l’adeguamento all’impianto di illuminazione la Lega non avrebbe dato l’ok. In Comune si è atteso lo spareggio col Piacenza, perchè in caso di retrocessione i lavori di potenziamento non sarebbero serviti. Il 27 maggio il Prato si è salvato sul campo e i lavori sono diventati necessari. Ma prima di arrivare a discutere del potenziamento sono passati altri giorni preziosi, che hanno portato alla situazione attuale. Resta il fatto che la terza città del centro Italia non può contare su uno stadio degno di questo nome, che da anni si regge sulle deroghe, che la Lega Pro abbia richiesto criteri assurdi per l’iscrizione, basandosi su parametri Uefa (i 500 lux sono il limite per le gare internazionali) e non su criteri di solidità economica, e che per 140mila euro si rischiano di cancellare 104 anni di storia calcistica.

dal Tirreno

Iscrizione non accettata, il Prato ora rischia la serie D

Per la Lega e la Federazione lo stadio Lungobisenzio non è a norma. Serve un intervento urgente per scongiurare la “retrocessione "Si complica il cammino del Prato per la partecipazione al prossimo campionato di calcio di Prima divisione. La Lega e la Federazione per il momento non hanno accettato l’iscrizione della società laniera a causa dei perduranti problemi dello stadio Lungobisenzio, in particolare per le torri faro che non rispondono ai requisiti di luminosità previsti dalla Federazione. Per adeguare l’impianto si calcola che servirebbero 120.000 euro, ma a tutt’oggi i lavori non sono iniziati e non si sa se il Comune, proprietario dell’impianto, è disposto a spendere. Il Prato ha tempo fino al 16 luglio per presentare ricorso, ma potrebbe non bastare. Il rischio, a questo punto, è la serie D. Tramontata l’ipotesi di Livorno, uno stadio alternativo sarebbe Grosseto, con le immaginabili conseguenze per i tifosi. Da un paio di anni il Lungobisenzio è agibile grazie a deroghe e finora nessuno, soprattutto il Comune, è riuscito a risolvere la situazione una volta per tutte.