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Si avvicina la Pistoia Abetone Ultramarathon 2012

Gianfranco Toschi, il recordman che ama la Pistoia-Abetone

( comunicato stampa Pistoia Abetone )

“La Pistoia-Abetone è la Parigi-Roubaix del podismo!”. A dirlo è uno che di maratone e ultramaratone se ne intende davvero: Gianfranco Toschi da Orentano, tesserato Ascd “Silvano Fedi” e membro storico del “Club Super Marathon Italia”, mentre lo contattiamo sta correndo la sua maratona numero 718. “Non mi disturbate affatto”, è la sua risposta. Sì, perché per Toschi correre è una ragione di vita e un cellulare che squilla non fa abbastanza rumore per la sua gentilezza. Più di 10000 gare disputate, una carriera iniziata da ragazzino (1970) con i Giochi della Gioventù e proseguita per 42 anni ininterrotti tra professionismo e passione infinita per lo sport.

Record. Il re degli stakanovisti dei 42 chilometri e oltre è sempre il decano dei runners, Giuseppe Togni. Il bresciano ha al suo attivo ben 761 maratone (e ultramaratone) in carriera, ma per ragioni anagrafiche il numero è definitivo ed il suo record è destinato a cadere per il ritmo incessante che Toschi, classe 1960, riesce a mantenere. Dall'inizio dell'anno, le maratone disputate dall'atleta toscano sono 18. Di questo passo...

Umiltà e amore per il podismo. Ci siamo chiesti dove trovi la forza mentale per tenere la media mostruosa di due “lunghe” e mezzo al mese. “Me lo sono chiesto anch'io – è la sua risposta – e credo che per prima cosa ci sia la grande passione per questo sport. Mi sono innamorato della corsa da giovane e ho deciso da subito che sarebbe stata la mia disciplina, sono felice di stare in mezzo ai podisti perché la corsa accomuna tutti. Gente di ogni età ed estrazione sociale, dall'operaio all'impiegato per arrivare all'imprenditore, all'avvocato o anche al personaggio famoso. Tutti condividono la stessa passione in calzoncini e scarpette, lasciandosi i problemi alle spalle per qualche ora. Inoltre, ritengo che un segreto sia l'umiltà che ho sempre cercato di avere nell'approcciarmi alla corsa. Sia quando arrivavano i risultati, sia adesso che, com'è naturale, i piazzamenti non sono la cosa più importante”.

La Pistoia-Abetone. “Non scherzavo quando dicevo che è come la Parigi-Roubaix! Ho corso “ultra” di ogni tipo, ma la Pistoia-Abetone ha qualcosa in più di tutte le altre. E' una gara che si vince con la testa prima che con le gambe. Serve intelligenza, strategia. Se alla fine della discesa di San Marcello ti senti arrivato, ti sbagli di grosso. E' proprio lì che inizia la corsa: se non hai dosato bene le energie, la salita finale ti tradisce. Per un podista, la Pistoia-Abetone è una laurea”.

Ufficio stampa Pistoia-Abetone